UDINE

…SI VINCE, SI SPERA…

Bisogna pur ammettere che Stramaccions nel suo piccolo qualcosina si è inventato per rigenerare la BANDA. Una boccata d’ossigeno insperata da quando è arrivato a guidare la prima squadra. Anche a Udine, storicamente campo ostico, il 4-3-2-1 sembra aver funzionato. Terrore, rinascita. Ansia e vittoria. Tutto in soli novanta e spicci minuti. Un ennesimo regalo fattoci per non farci mancare proprio nulla quest’anno. A volte mi chiedo che cosa siamo. Mi spiego meglio: sembriamo una squadra solo quando la canna del gas è molto vicina. Quando siamo in acque alte e torbide, e muoversi sarebbe dannoso se non letale. Una squadra UNATANTUM. Come l’equocanone degli anni ’70. Il più delle volte però sfioriamo il MISTERO. Siamo difficili da capire. A partire da noi stessi. Riusciamo in cagate da mondovisione; e nella stessa partita sappiamo trovare il bandolo della matassa e portarla a casa. Non è il caso di Udine, s’intenda: da molli ed evanescenti, ci siamo trasformati in meno di 30′ in una armata devastante (forse esagero un pelino). Certo Samir Handanovic ce ne ha messo del suo. Se qualcuno si aspetta il suo arrivo ad Appiano (next season) la troiata commessa sulla pera di Wes (a proposito, welcome back) è o dovrebbe essere, un buon viatico. Contatti e contratti sono in progress già da tempo: nel caso di Handanovic però la postilla da considerare riguarda la zolla vigliacca. Anche lei in caso di passaggio in neroazzurro dovrà essere affiliata alla società di Corso Vittorio Emanuele. Finale di Campionato con il brivido, dunque. Ci sarebbero margini in cui sperare per quel terzo, ambitissimo posto. Non so, sincero, quanto meritato sarebbe dopo tanto “orrore”. Ma va da se che un minimo di reattività appare magicamente. Miracolosamente. E visto che di mistero calcistico parliamo (trattandosi di Inter e’ quasi consequenziale) perchè non credere in questo fato, che appena appena sembra non volerci girare, in questo finale, le spalle. 

 

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OMBRE

…E SPETTRI…

Se dovessi ricapitolare l’orrore appena visto rischierei di fare le 4 antimeridiane. Non mi sembra il caso. E non tengo voglia alcuna, anzi.

Ambisco al mio letto. Per dimenticare. Per rimuovere. Per somatizzare l’ennesima figura di merda…

Siena era già un pre-allarme..

Con i friulani l’allarme in questione è divenuto feroce realtà..

Anno maledetto e tremendo. 

Un vago presentimento mi (CI ) tormenta…Allontanarlo mi risulta, al momento, quasi impossibile…

E’ lì…Statico e immobile. Spada di Damocle sulla capoccia..Pronta a cadere, a tirare fendenti inimmaginabili..

Poi come se non bastasse vedi il Pazzo dilaniare la pera del pareggio; il Capitano espulso per non avere commesso nè reati, nè fatti a lui imputabili ( dai un pò di TELEKABUL, misto PRAVDA ogni tanto) ; Milito che vaga come ombra shakeasperiana alla ricerca di se stesso o del Graal; Nagatomo che fa il nagatomo e Zarate che ricorda Stieg Strand tra i paletti, con una differenza (che per l’argentino diviene aggravante) che almeno lo svedese al traguardo arrivava, senza scarligare o cadere ogni due-tre secondi.. Metto insieme tutto sto bendidio e il risultato è la pochezza neroazzurra  che siamo . E alla quale dovremo abituare i nostri fini palati..

Il  2010 è alle spalle. Rimane GIA’ ricordo…

Memoria…di un lontano (sic) passato..

Si torna a lottare per la salvezza, ma non dell’anima…

Quella, al momento, è rimasta negli spogliatoi..

 

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Mou, prove di danza

Insomma la tiritera sara’ questa: una settimana noi ( magari per poche ore ) la settimana successiva LORO. Un tira e molla che fara’ da costante sino alla fine del torneo. Alternanza, dunque, e’ o sembra, essere  la parola d’ordine. Con i friulani e’ sempre dura. Ostici e mai domi ( come scrivono i professionisti ) , la banda di Marino ci ha messo alle strette per tutti i 90′. Eppero’, c’e’ sempre un ” eppero’ “, il nostro trequartista tanto agognato, e’ riuscito a sbrogliare il bandolo con quel tiro  da TRE punti, che vale effettivamente Tre punti determinanti. Fin qui’ la parte, come dire, seriosa . Ai piu’ non sara’ certo passata inosservata l’esultanza dello spescialuan al gol di Wesley: un passo sincopato, condito da veri e propri Arabesque, degni solo di nomi leggendari della Danza che conta. Mou come Barysnikov. Anzi di piu’, la sua eleganza e leggiadria ha ricordato le CABRIOLE entrate nella storia di Rudolf Nuriev. Incontenibile, neanche fosse alla prima del Bolscioi, Mourinhov ha riscosso entusiasmo per la sua performance, tanto che la platea della Scala ( del calcio ) gli ha decretato oltre dieci minuti di standing ovation. Avanti cosi’.ballerinasbarragrande[1].jpgC_3_Media_901933_immagine_det[1].jpg   Ecco il mister alle prese con le prove generali, e durante la sua formidabile esibizione.