NELL’IMMENSITA’

 

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…ARGENTINA’S RULES…

E sono nove..si nove pere argentine. Sembra che non se ne possa fare a meno. Stramaccions poco alla volta sta facendo quadrare un cerchio che, onestamente, pareva impossibile da registrare. Con il Siena solita fatica: loro che tirano al bersaglio contro Julione, e al terzo tentativo la mettono; noi che dopo affanni apparenti cominciamo a macinare gioco, e incredibile sfruttiamo come mai visto negli ultimi periodi le fasce. E bene, anche. Zarate rinvigorito, pur con qualche errore di troppo, dispensa palloni invitanti. Molto di Stramaccions in mezzo al campo: anche possesso e first intention ball, come dicono i puristi di Albione. L’unico a stentare sembra Alvarez, nel suo anonimato da AC/DC comunque più vivo e reattivo di Forlan. Giusto provare questo modulo, spregiudicato e senza dubbio votato all’offensiva. Si paga dazio nelle retrovie. E’ un anno che facciamo letteralmente cacare: che sia Siena, Atalanta, Bologna o Barcelona, la dietro stentiamo. Si va in palla in pochi istanti; alla prima pressione si cincischia,e inevitabile o quasi, la pera la concediamo con continuità. A confermare questa nefasta tradizione annuale ci si è messo anche il MURO. Regali di Natale anticipati. Con una normale (normale per i ragazzi) attenzione si poteva avere qualche punticino in più. “Ma” e “se”, in ogni caso devono essere presto accantonati: l’annata è partita male sin da subito, ragione per cui occorre solo guardare avanti. Alle prossime sei. Nulla più. Rimane uno strepitoso ragazzino di quasi quarant’anni: trascinatore indomito. Fenomeno della natura. Indefesso professionista. Carattere e cuore. Esempio illuminante e illuminato per tutti. Il Capitano non smette mai di stupire. Corre, devasta la fascia di pertinenza. Farebbe, se potesse, più dei 105 metri del Meazza. Potendolo fare, sono certo, non si tirerebbe indietro: al 45′ del primo tempo, palla ben salda sul destro, pronto a divorarsi e tritare avversari e terreno viene fermato dal fischio di Romeo. Tutti negli spogliatoi, ma lui, quasi infastidito da questo oltraggio a lesa maestà prosegue ancora per qualche metro, forse cinque, dieci. Poi malgrado lui, malgrado i suoi quadricipiti, malgrado la sua inenarrabile forza, si allontana dal pallone. E’ l’ora del tè…Un quarto d’ora dopo è il primo a rientrare. Il primo a dare l’esempio. Il primo a ricominciare da dove aveva lasciato..

Intramontabile ed eterno. 

La copertina del post va però al Principe: capace di divorarsi una rete richiamandomi alla memoria il grande Spillo, ma freddo e lucido nel realizzare il penalty conquistato da Nagatomo (forse gradito omaggio di Romeo, forse). In ogni caso Stramaccions ci ha messo del suo e si vede: carattere da vendere. Qualche idea nuova, anche sui calci piazzati. Un gioco di fascia con due ali mobili ( vabbe’ dai una e mezzo) e propositive ; e un tentativo serio e concreto di giocarla di prima. Nonostante questa parvenza di innovazioni e nuovi stimoli, Stramaccions verrà rimosso: Giugno, Luglio, poco cambia. Ma so con certezza che difficilmente verrà dimenticato, anzi. Le ossa ( e trattandosi di BeNeAmAtA: ((mezzo maiuscolo con buoni propositi per l’immediato futuro, l’altra metà ancora in rigoroso minuscolo)) le ossa hanno doppio se non triplo valore) e l’esperienza che avrà acquisito serviranno sul lungo termine. Moratti oltre che sembrare scemo è anche uno che in teoria sa giudicare la qualità. E in Stramaccions almeno al momento mi sembra che sia evidente. 

Nel frattempo lassù nelle alte sfere sembra di essere al GP di Monaco: sorpasso e controsorpasso. Al missile di Muntari (el segna semper lù); risponde il nonno – ornitologo più famoso del pianeta.  Sarà così sino alla fine. E probably a decidere le 34 giornate potrebbe risultare il GOAL-NON GOAL di Sulley, forse.  Del resto a ben guardare con il Siena è sempre stata, come dire, sfida scudetto. Ma si era all’ultima, massimo penultima di campionato. Oggi a darsele di santa ragione ci pensano quelle due li. Noi ci si trova relegati in acque torbide. Per nulla lucenti. E tanta e’ la fatica per venirne fuori. Chissà nella prossima stagione, prima ancora di vedere Derby e sfida coi GOBBI sarebbe più opportuno controllare se con i senesi si gioca in fondo al calendario: potrebbe, POTREBBE, essere di buon auspicio. Ma queste sono solo mere e inutili farneticazioni di un povero interista perplesso, forse deluso, ma con lo sguardo ben dritto al futuro. Come d’abitudine per gente come NOI….


TO BE MAURI OR TO BE AMAURI

…RISORTI…

Ci sarebbero alcune considerazioni da fare riguardo alla giornata di campionato appena trascorsa: la prima, evidente, i GOBBI sono RISORTI (non poteva essere altrimenti visto il periodo). Risorti aggiungo meritatamente. La davanti e con il senno di aver fatto quadrare il cerchio. Percentuali molto forti, e qualità (spiace dirlo) di gioco. Ancora immuni dall’essere sverginati a dovere, ragion per cui, il primo posto mi sembra ragionevole e anche..merit..( insomma avrete intuito). Hanno pure culo: nella giornata (secondo me DECISIVA) del sorpasso un contributo determinante arriva dal nosocomio di San Siro: un redivivo e miracolato Amauri fornisce l’assist  ai gobbi. Stronca le MERDE all’89simo, e apre la strada al probabile tricolore, direzione Torino. Le MERDE dal loro canto ce l’hanno messa tutta: rigorino d’ordinanza, qualche occasione nel cesso iettata, e poi svarioni difensivi, stile Lucio-Nagatomo-Ranocchia che non hanno lasciato scampo. Stanchi e lessi paiono. Sembrano arrivati con il fiatone. Dal possibile (RITENTATE SARETE PIU’ FORTUNATI) Triplete, al baratro dello ZERO TITULI. Sono ad un passo dal non vincere un CASSO. Allegri, ma fino ad un certo punto. Nulla sembra in ogni caso compromesso per gli odiati. Certo è che alla penultima ci sarà il DERBY. E quì entriamo in gioco noi. Forse GIOCO è parola fin troppo grossa. Stramaccions non può, e non deve fare miracoli. Nessuno glieli sta chiedendo. Può però dare un senso più logico, strutturale, dinamico e motivazionale a questa banda di derelitti: meno del solito viste le due ultime giornate. Ma con amnesie difensive degne del Pescara di Zeman (comunque rispettabile uomo-dio del calcio). A Trieste (stranamente senza bora) siamo incappati nell’ennesima situazione-paradosso di questa annata: poche idee, gioco poco sfavillante e, classico regalo iniziale dell’uomo in più a favore dell’avversario: FORLAN. Assente,evanescente, indisponente. Ma, in ogni caso,  grande prova di reazione. Grinta a corrente alternata e poco coraggio di chiuderla, come sarebbe stato logico. Serve ancora tempo. Serve ancora amalgama. Due partite non possono dare certamente un quadro chiaro. Va da sè che Stramaccions ha portato un pelino d’aria pulita. La speranza è che gli si possa concedere più tempo del dovuto, tradotto: conferma anche dopo Giugno. Su tutti però la perla di Mauri. Grande realizzazione, grande coraggio in ricordo forse di Long John….

 

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