Scusa Ciotti, quì Torino…

ABBASSIAMO I TONI (ma anche i Vucinic, i Taddei e i Perrotta)

Non abbiamo vinto un emerito cazzo. Punto primo.

Punto secondo: del resto anche le nostre dirette contendenti si trovano in questo stato, in questo limbo simil-non ho in mano una minchia ma ci provo-

Punto terzo: ci troviamo al bivio. Una cuspide provocante, eccitante come non mai. Dentro o fuori. Un Tutto od un Niente che sfiderà le nostre coronarie. Metterà a repentaglio le nostre paure, le ansie e ci indurrà da quì in poi a notti certamente poco tranquille e serene.

Punto quarto: Lazio-Inter. Due coglioni di proporzioni bibliche. Grosse quanto le Tavole dell’Arca dell’Alleanza. Roba da sderenare anche il povero Mosè. Ora, cazzo centriamo noi. Se è un problema intrinseco tra romanisti e laziali, non vedo per quale ragione infilarci sempre in mezzo la Beneamata.

Un capro espiatorio all’ennesima. Una costante nel tempo e nello spazio.

Sembra proprio che oramai, mancando i riconosciuti maestri della nobile arte di fottere scudetti, ci si sia presi la briga di surrogare i citati come fosse un diritto divino di successione. Eredi al trono, del furto.

No cazzo. Proprio no.

Se si vogliono accoltellare, sprangare, mandare a dare via il culo, bene lo facciano.

Vogliono farsi la guerra: se la facciano pure. Ma teneteci fuori. Noi non vogliamo contaminazioni di alcun genere con i vostri interessi campanilistici.

La verità è molto più semplice di quello che certa stampa e certe testine di vitello vogliono far apparire ( vero Rosellina!!): il Calcio, questo calcio è (quasi) giunto al suo punto zero. Al suo punto di non ritorno. Tutto quello che c’era da (s)vendere è stato abbondantemente fatto.

Gli interessi con 7/8/9 zeri hanno limitato una cosa molto semplice, banale: la fantasia.

Sarò retorico, forse. Ma è così. Atalanta-Bologna era da giocarsi in contemporanea con le altre partite, non ultima Lazio-Inter.

Ma come tutti noi sappiamo la logica e la correttezza , purtoppo,  (e di questo passo sarà sempre peggio) si scontrano con quelli che sono diventati i veri interessi del Futebol (o povero Soriano, poeta immaginario, come ci avevi beccato): grana, tanta grana.

 Introiti nelle casse della Federazione.

 Liquidi a tonnellate (altro che la POVERA LOUISIANA) che vanno a rigenerare i debiti delle società, risollevando i passivi.

E allora accontentiamoci dei vari Pistocchi, dei Longhi, dei Caressa. Dei Ruiu, dei Rossi vari che predicano in una maniera e la sera dopo fanno il cic-to-cic (e vaffanculo se non si scrive così) con i Moggi nuovi e vecchi. Picconano prima, per essere picconati (e ridimensionati) poi, nell’arco di poche ore.

Accontentiamoci di questo substrato intelletual-pallonaro. Ammasso di Marmaglia che in questo mare di PETROLIO VERDE  sguazza, trombonando sproloqui che adducono a tristi verità (le LORO VERITA’).

Sputasentenze autorizzati da un sistema che direttamente li gestisce.

Adesso fanculo tutto questo sistema. Sky, Mediaset. Il digitale, il palinsesto. Fanculo pure Dahlia.

Esco e vado a comperare una radio TRANSISTOR.

E spero, accendendola, di ascoltare la voce di Ameri, che, intervenendo su Ciotti, annuncia la rete di Turone al Comunale di Torino…(sempre stando in tema di FURTI dei Maestri..)

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