MOGGI, SILVIONE E IL GRANDE JOE

…8 NOVEMBRE 2011…

 

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Ce lo ricorderemo questo giorno per parecchio tempo. E’ stato, come dire, dolce e amaro allo stesso tempo…

Alla notizia in mattinata della scomparsa di “Smokin joe” sono rimasto molto turbato; ero davvero molto piccolo, e molto rincoglionito ( questo dato in seguito ha mantenuto una sua ascissa costante nel tempo sull’ asse dell’ordinata) ma ricordo ancora il riverbero del televisore a tubo catodico e in rigoroso bianco e nero che rimandava le immagini di quell’epico incontro con Cassius Clay. 

Parenti che si apprestavano a vivere “live” quella diretta che mezzo mondo ebbe modo di vedere e ammirare. 

Quindici lunghissime riprese e Cassius Clay che alla 15a viene steso da un micidiale terra-aria di Frazier…

Tutto intorno una fumeria d’oppio e io li a respirare effluvi; a non capire cosa stava accadendo, ma rapito; rapito da quelle atmosfere, da quei due che se le suonavano con enorme rispetto…

Ci mancherà, e tanto…

 

Poi a mitigare quel velo di tristezza misto a malinconia di anni che mai torneranno un altro KO…

 

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Questa volta un gancio tremendo che in un colpo stende maggioranza, governo e Silvione..

Poco cambierà. Lo sappiamo sin da ora. 

E’ una specie di vittoria di Pirro; una di quelle vittorie portate a casa durante i pit-stops..

Non riesco a metterri davanti il musetto in pista, ti fotto ai box..

Più o meno, all’incirca…

Per Silvione adesso si prospetta meno politica e più…..F..A

E a chiudere le belle notizie ecco giungere una serie infinita di diretti belli dritti sul musone ingrugnito di Moggi…

Cinque anni…cinque..e spicci…

Un pugno in faccia alla superbia e all’arroganza di cotanto buffone; a lui e a chi, in questi anni di vacanza forzata,  gli ha retto il gioco…

Alla fine l’ASSOCIAZIONE A DELINQUERE è UGUALE PER TUTTI…

Stamme ‘bbuono Lucià…

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Scusa Ciotti, quì Torino…

ABBASSIAMO I TONI (ma anche i Vucinic, i Taddei e i Perrotta)

Non abbiamo vinto un emerito cazzo. Punto primo.

Punto secondo: del resto anche le nostre dirette contendenti si trovano in questo stato, in questo limbo simil-non ho in mano una minchia ma ci provo-

Punto terzo: ci troviamo al bivio. Una cuspide provocante, eccitante come non mai. Dentro o fuori. Un Tutto od un Niente che sfiderà le nostre coronarie. Metterà a repentaglio le nostre paure, le ansie e ci indurrà da quì in poi a notti certamente poco tranquille e serene.

Punto quarto: Lazio-Inter. Due coglioni di proporzioni bibliche. Grosse quanto le Tavole dell’Arca dell’Alleanza. Roba da sderenare anche il povero Mosè. Ora, cazzo centriamo noi. Se è un problema intrinseco tra romanisti e laziali, non vedo per quale ragione infilarci sempre in mezzo la Beneamata.

Un capro espiatorio all’ennesima. Una costante nel tempo e nello spazio.

Sembra proprio che oramai, mancando i riconosciuti maestri della nobile arte di fottere scudetti, ci si sia presi la briga di surrogare i citati come fosse un diritto divino di successione. Eredi al trono, del furto.

No cazzo. Proprio no.

Se si vogliono accoltellare, sprangare, mandare a dare via il culo, bene lo facciano.

Vogliono farsi la guerra: se la facciano pure. Ma teneteci fuori. Noi non vogliamo contaminazioni di alcun genere con i vostri interessi campanilistici.

La verità è molto più semplice di quello che certa stampa e certe testine di vitello vogliono far apparire ( vero Rosellina!!): il Calcio, questo calcio è (quasi) giunto al suo punto zero. Al suo punto di non ritorno. Tutto quello che c’era da (s)vendere è stato abbondantemente fatto.

Gli interessi con 7/8/9 zeri hanno limitato una cosa molto semplice, banale: la fantasia.

Sarò retorico, forse. Ma è così. Atalanta-Bologna era da giocarsi in contemporanea con le altre partite, non ultima Lazio-Inter.

Ma come tutti noi sappiamo la logica e la correttezza , purtoppo,  (e di questo passo sarà sempre peggio) si scontrano con quelli che sono diventati i veri interessi del Futebol (o povero Soriano, poeta immaginario, come ci avevi beccato): grana, tanta grana.

 Introiti nelle casse della Federazione.

 Liquidi a tonnellate (altro che la POVERA LOUISIANA) che vanno a rigenerare i debiti delle società, risollevando i passivi.

E allora accontentiamoci dei vari Pistocchi, dei Longhi, dei Caressa. Dei Ruiu, dei Rossi vari che predicano in una maniera e la sera dopo fanno il cic-to-cic (e vaffanculo se non si scrive così) con i Moggi nuovi e vecchi. Picconano prima, per essere picconati (e ridimensionati) poi, nell’arco di poche ore.

Accontentiamoci di questo substrato intelletual-pallonaro. Ammasso di Marmaglia che in questo mare di PETROLIO VERDE  sguazza, trombonando sproloqui che adducono a tristi verità (le LORO VERITA’).

Sputasentenze autorizzati da un sistema che direttamente li gestisce.

Adesso fanculo tutto questo sistema. Sky, Mediaset. Il digitale, il palinsesto. Fanculo pure Dahlia.

Esco e vado a comperare una radio TRANSISTOR.

E spero, accendendola, di ascoltare la voce di Ameri, che, intervenendo su Ciotti, annuncia la rete di Turone al Comunale di Torino…(sempre stando in tema di FURTI dei Maestri..)

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Scudetti cartonati e magiche palline

MOGGI, Yes we Can (Commissione arbitrale nazionale)

Sorteggi arbitrali, «Ecco
come funzionavano le palline»

MILANO – Erano vecchie, usurate e decolorate e per questo riconoscibili le palline che venivano usate per i sorteggi arbitrali, in particolare nella stagione 2004-2005. È quanto ha detto Manfredi Martino, all’epoca segretario della Commissione arbitrale nazionale (Can), ascoltato come teste alla nuova udienza di Calciopoli in corso davanti ai giudici della nona sezione penale del Tribunale di Napoli. Al’udienza sono presenti anche un impassibile Luciano Moggi e l’ex designatore arbitrale Paolo Bergamo.

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Una foto di Bergamo durante un sorteggio (Newpress)

 

LA PARTITA MILAN-JUVENTUS – Martino, pressato dal pm Narducci, ha parlato poi, in particolare, della partita Milan-Juventus che di fatto decise le sorti di quel campionato con la vittoria dei bianconeri con gol di Trezeguet: «A mia sensazione durante il sorteggio per la scelta dell’arbitro per quella partita qualcosa non andò secondo il verso giusto perché ci fu uno strano colpo di tosse del designatore Bergamo quando il giornalista incaricato dall’Ussi scelse la pallina gialla degli arbitri». Alla fine dall’urna uscì il nome di Pierluigi Collina, attuale designatore degli arbitri.

 

MEDITATE GENTE, MEDITATE…