SHEVA, THE INCIDENT…

NOVEMBER, 2009

Faceva freddo quella sera. Faceva un freddo becco a Milano, zona Alcatraz; e lo faceva ancor di più in Ucraina, zona Kiev e limitrofi. Da una parte io in attesa dei Porcupine Tree e del loro concept live album; dall’altra i ragazzi impegnati nelle steppe dell’ex Soviet Union. Totale:  zero tv, zero internet e tanta trepidazione e attesa. Mio informatore un fratello di fede e sangue che dal caldo di casa sua, mi aggiorna, cazzo, unatantum. Arrivano i Porcupine sul palco: scatta il delirio. Partono forte. Come solito. Il light-show è fantasmagorico. Loro sono già a palla; randellano sugli ampli. E noi sotto ce li sorbiamo passivamente. Ne vale  pena e  grana spesa. Loro….

Gli ALTRI, cioè i ragazzi congelati sino alle palle patiscono freddo e gelo: e per non farsi mancare proprio nulla si fanno sventrare dalla pustola SHEVA. Il concerto iniziato da soli 6 minuti subisce questo fulmine, via sms: “sotto di uno la merda rossonera l’ha messa. MUMMIA atrofizzata del cazzo”. Atrofizzata ma non a sufficienza, penso.

Wilson e soci intanto si dipanano in atmosfere degne dei Floyd’s, l’album è piacevole (THE INCIDENT, ecco primo segno del destino, penso, Sheva il solito nostro INCIDENTE DI PERCORSO) e la loro fluidità rende tutto ascoltabile. Certo occhi e orecchie sono lì ben saldi all’Alcatraz; le chiappe e il cuore sono a Kiev. Perdere significa una probabile eliminazione dalla Chmpions.. Cazzo proprio oggi, proprio stasera. Scatto foto, mi avvicino al palco. E ogni sei, sette secondi controllo il display del cell. Niente, assente, Muto. No news, fuckin’ bad news,  Primo tempo esaurito a Kiev. E novità nemmeno con il binocolo. Penso al peggio, ovvio. Loro, i Porcupine,  intanto martellano senza riguardo, Ignari della sofferenza. All’oscuro dei patemi.

21,45

A Kiev si rientra congelati sino alle scapole: quì, a queste latitudini ci si riscalda sempre più. Si entra nel vivo. Ore 22,00 break canonico di quindici minuti; penso a Mou, al Principe. Penso a Lucio a Samuel. Eto’o lo visualizzo a distanza. Contatto il mio socio: zero risposte. Cazzo la vedo dura. Durissima. Nemmeno risponde. Riattaccano i Porcupine e lo fanno con i loro cavalli di battaglia: ci sono 20 anni dietro di lavori e CONCERTI. Ricominciano a picchiare. E’ un ludibrio generale, un’estasi di suoni, visioni, immagini e sensazioni. Ma da Kiev un cazzo ancora. Ora alla mano circa le 22,30. Mi arrendo salgo sulla terrazza posta in fondo alla sala: da li si vede meglio. Si ascolta con più dovizia. Ma quel merda del Nokia è sempre li: più muto di quella zoccola di Portici. Sono in fase di calcolo e di resa: con recupero alle ’35 è chiusa lì. NO NEWS, FUCKIN’ BAD NEWS…

I Porcupine sono su Stars Die, quasi un segno del destino; stelle morenti; penso siamo noi quelle stelle: Vedo già i titoli della Gazza. Penso già alla prossima annata, sperem ancora in Champions. 

Poi qualcosa tra le braghe vibra: no niente alzamenti stravaganti , è lui il socio…Nemmeno affrontassi una mano di ‘Hold em: sfoglio il display stile bradipo e poi…e poi..leggo:
il Principe e Wesley e vaiiiii….

Sento quasi il mio socio urlare di gioia.. Sento la sua felicità.. E non mi rendo nemmeno conto che sono io invece ad urlare; a zompare da una parte all’altra della piccola terrazzina.  E con me gente che, viveva le mie stesse inquietudini; le mie stesse ansie. Ignaro di essere oggetto di tanta attenzione. Tutti che si disinteressano a quel punto di cosa cazzo stiano suonando Wilson e banda d’Affori al seguito. Segue abbraccio collettivo…No rispondo..non so altro…solo che l’abbiamo portata a casa: sotto di una pera e in due minuti due, roba da Inter l’abbiamo rimessa in piedi.

Era il 4 Novembre 2009, quasi Annus Mirabilis.

Oggi a tre anni abbondanti, THE INCIDENT è uscito in tutti i negozi del globo terracqueo nel suo formato LIVE… Purtoppo registrato a Chicago. Purtoppo o per fortuna dei fans e fruitori del gruppo: avessero deciso di tenere la registrazione dell’Alcatraz…Beh…qualche distrubo sonoro appena passate la mezza delle ore 22..ci sarebbe stato……Si sarebbe sentito…

 

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CARDUCCI

…LA NEBBIA AGLI IRTI COLLI…

Oh ve la ricordate tutti…E come dimenticare il trapanamento recidivo su certo tipo di liriche negli anni del liceo e/o istituto vari…

Il problema è che certe volte (e del tutto inspiegabilmente) certi nomi che hanno dato lustro al Paese (anche senza l’aiutino di Ruby ante-litteram) divengono nomi di vie..

Esiste, ad esempio, in Milano.

Sita nel centro della città che ospita la squadra campione del mondo, d’Europa..etc…etc…. (ma non voglio, proprio tediarvi sul trito e ritrito…)

la citata, negli ultimi due giorni, è stata oggetto di avvenimenti, a dir poco, disdicevoli.

Ieri un bel tentativo di “rapa” in una banca finito male per i due (  si vocifera tre) maldestri malviventi.

Mancavano i NOCS, i ROS, le SWAT e le SAS inglesi per completare il quadro de :”Milano spara, Abbiategrasso no. E Roma ci sta pensando”

Oppure, più semplicemente, mancava Placido e Kim Rossi Stewart…

Oggi, sempre nella medesima via, un “furbo” che si pappa un intero pranzo, e la momento del dazio dovuto, laddove il gestore del locale è pronto all’ennesima vagonata di Tickets Reastaurant, il genio prende la via della porta.

E ingaggia, in tempi non sospetti e con le Olimpiadi di Londra ancora lontane, i 36 metri più veloci della storia dell’atletica; così come noi la conosciamo.

Acchiappato stile Twickenham, l’illustre, poi,  è stato preso in consegna da agenti della PS…

Ora, si ripassi l’avvenuto ai punti uno e due…e si consideri che tali avvenimenti si sono verificati esattamente e rispettivamente a cinquanta metri dal luogo dove lavoro (negozio di libri, altrimenti detto LIBRERIA)il primo.

E a due(diconsi DUE) metri, il secondo.

Dunque,  come consecutio ne traggo una proiezione (senza bisogno di EXIT-POLL preliminari)che, tra la giornata di domani, (mezza giornata lavorativa per il sottoscritto)e al più tardi entro la mattinata di Lunedì, dovrei, DOVREI, essere il prossimo.

Predestinato?

In ogni caso, MANI ABBONDANTEMENTE SUI COGLIONI.

E a presto, forse…

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GARIBALDI FF.SS.

…CERTE COSE, ACCADONO…

Ore 7,57.

Milano fermata Garibaldi, linea 2…

Le porte si aprono…

Un troiaio non indifferente si appresta a scendere…

Lo stesso infinito troiaio che sale….

Una calca mai vista, nemmeno a Lotto in occasione di Derby…

 

Chi legge, chi è indaffarato a inviare sms. Chi invece batte il tempo con piedi e quant’altro

seguendo il ritmo del proprio I-Pod…

Poi nella solita (milanesissima) indifferenza….in un silenzio più forzato che voluto, una voce, forte, squillante si erge su tutto e tutti…

” Buongiorno e sci buona fortuna a tutti….”

I primi classici mugugni da impiegatuncoli frustrati si cominciano a sentire…

Ma la voce prosegue…

“…siamo scappate…”

E tu ti aspetti da, in ordine sparso: Bosnja Erzegovina, ampiamente sfruttata. Albania, poco credibile visti i tempi. In ogni caso manca la figura cardine di Claudio “delfino” Martelli. A seguire il classico dei classici, tra i più gettonati almeno al momento: Romania..

E invece…e invece…

….” da Arcore….”

Il silenzio a questo punto, palese, si trasforma in ossesionante attenzione…

Lei prosegue…

…” viviamo in un villa…molto piccola per nostra famiglia…”

L’attenzione è ai massimi livelli….

Le persone delle carrozze adiacenti vengono misteriosamente avvisate di tale evento…Ragione per cui la sesta, in breve tempo, si riempie in maniera anormale…

Lei..

…” ciabbiamo otto bambini….e ciabbiamo paura per loro incolumità…”

INCOLUMITA’?????

La metro intanto prosegue il suo viaggio, seppur lentamente.

Le porte sis aprono: Moscova, zona radical-chic…e infatti l’ulteriore “vagonata” di persone si accalca a quelle già presenti…Pochi, molto pochi, sono quelli che scendono. Gli ultimi arrivati li si riconosce subito: Manifesto o Repubblica…Colori pastello come vestiario. Probabili giornalisti o in alternativa mesti Wedding Planners…

Ma lo show continua…

…” un brutto signore non molto alto non ci fa dormire la notte….sempre grida….sempre musica…

La notte …per questo brutto signore…diventa giorno…e noi non riusciamo più a riposare…per il nostro turno…del mattino su linea verde…noi stanchi…”

L’incerdulità collettiva la si legge stampata sui volti dei passeggeri…

A Moscova poi, come non bastasse, sale un fisarmonicista…che dopo alcune note di Funicolì-Funicolà, si rende conto di aver “pestato” i piedi alla sua “collega”…

La quale, in ogni caso, gradisce e dissociandosi dal suo intervento attacca a cantare…raccogliendo una standing mostruosa; più all’incirca una trentina di euro e un contratto per il prossimo San Remo.

Non paga  la nostra continua :

….” aiutatemi signori i signora…mie bambine ancora minorenni sono in pericolo…il brutto signore ha portato loro in scuola per lapdance…io però non volere, signori i signora, che loro diventare come altre…”

….” vi prego piccolo aiuto….per cumperare lattice per brutto signore…così lui diverte..e lascia stare miei figli…”

A Lanza, cioè due fermate dopo, la nostra incredibile interlocutrice, è già candidata (a MAGGIORANZA assoluta, avvenuta per alzata di mano) per le primarie del PD….

Dopodiche’, soddisfatta, alla fermata di Cadorna scende allontanadosi celermente dal vagone

direzione Linea 1….

Lasciando noi esterefatti, ma sicuri e convinti, del risultato delle prossime Politiche… 

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Fermata CADORNA, Milano….La gente s’interroga su come fottere il “brutto signore” e mandare a casa Bersani….