Be Partizan but also Crevna Zvezda

…PIEDI PER TERRA…

O Pied à terre, in ogni caso calma e gesso, molto, tanto, anzi una vagonata intera di gesso. Eh si perchè di tutto questo frinire e gioire bisogna farne tesoro, ma con discernimento e moderazione. Stramaccions che psicologo è questo dettaglio lo ha assimilato. Capito. Per cui chiappe strette e occhi aperti: dieci vittorie esterne sono roba da finire nel Guinness il prossimo anno. Mondadori ne sarebbe felice, Sivione non saprei.. Ma adesso arriva l’Everest; anzi il Kazzo di K2: Bergamo. Stramaccions è chiamato in questo momento a dimenarsi nell’Ade bergamasca, terra a noi ostica. Terra complessa e difficile da conquistare: 

Lo stesso Spescialuan dovette abdicare. Fecero le belle statuine quel giorno; su tutti Ramiro Ivan, detto Cordoba. Mou lo prese a pallonate verbali dopo il match. Mou non gli regalo’ molti minuti da lì in poi. Mou quel 22 Maggio 2010 fece entrare a risultato acquisito Matrix e lasciò in panca Ramiro..

Occhio dunque. Attenzione massima. Da queste disfide si acchiappano scudetti. Da queste trasferte si cambiano stagioni. Strama ne è conscio. Stratega  fine ha già collaudato il modulo dopo la seconda pera di Rodrigo al Partizan. Giusto per portarsi avanti con il lavoro. 

Il Cuchu a fare il centrale in difesa, Silvestre e Juan J. a coprire sulle rispettive fascie. Mastica calcio Strama e si vede.  Spensierato o meno i risultati parlano chiaro: domenica a Bergamo avremo un’ulteriore responso. Domenica potremo capire che cosa andiamo cercando da questa stagione…

 

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IMPRESSIONI DI NOVEMBRE

…COSE CHE RIMANGONO…

Poche e inesorabili fotografie; attimi che entrano negli occhi, cristallizzando momenti, momenti belli, momenti che restano a memoria. Vedere Milito realizzare il penalty sotto la loro curva e vedere lo stesso che esultando guarda dritto negli occhi, uno ad uno, gli imbolsiti bianconeri. Li guarda sapendo che non si limiterà a quella pera solitaria. Lo sa lui, lo sanno loro. Lo sa Marotta e soprattutto lo sa l’Alessio-pensiero che così si esprime: primo tempo Juve; secondo tempo Juve sino al rigore. In pratica senza il regalino di Tagliavento sarebbe stata dominanza bianconera. Punti di vista certo. Legittimi. Di una lungimiranza abbagliante. Poco ci stanno a questa beffa glielo si legge sul faccione: fanno finta di essere comunque contenti e soddisfatti; fatto salvo però di rodere e rosicare inside…E allora una foto, ancora uno scatto, visto stamane sulla “gazza”, pagina tre: trattasi della seconda peretta, il secondo gingillo, nonchè ennesimo cadeaux del Principe: alzate lo sguardo verso destra e guardate un tifoso bianconero che già in anticipo ha colto ciò che si sta verificando; conscio che non è finita lì. Lo sa e glielo si percepisce con quelle mani a reggere il capo; incredulo di quello che sta accadendo, ragionevolmente profetico nel capire che la solfa non è ancora terminata, anzi. E allora ricorderemo gli inchini di fine match; e andremo a suggellare nella memoria gli occhi di tigre di Samuel, Juan e Ranocchietto-nostro. Gente che sta amalgamandosi. Con calma. Con ratio. Senza strafare. Con tempi e passaggi dovuti.. Gli occhi di tigre di Guarin. Gli occhi felini e affamati che vidi solo qualche anno fa, quando al posto di Stramaccions c’era gente lusitana con idee chiare e precise. Le stesse idee, gli stessi occhi che oggi vediamo tutti noi…

Avanti così adesso. Umiltà e consapevolezza. Testa e gambe. Adesso a Bergamo. Ostici come ostici sanno essere da quelle parti. Terra di fatica, abnegazione, lavoro e sudore. Terra concreta. Ma da Torino prendiamo atto di avere dato una svolta, seppur piccola, ma di certo peso e qualità: ecco adesso “NON” facciamo la solita Inter…Scontri diretti e quant’altro, ma è con le “provinciali” che si portano a casa gli scudetti. Son questi passi falsi che delimitano e decidono le Stagioni… Cerchiamo di non sderenarci e sederci (come nostro classico) sugli allori…

In ultimo: dei 90′ di ieri  rimangono le parole post-match di Buffon, onesto e obiettivo, almeno con noi. Con le MERDE e l’evento della scorsa stagione, col senno di poi, ha fatto solo bene; e rimane soprattutto l’assist del Giap. Roba fina; roba quasi, dico quasi, da Pallone d’ORO..

Anzi, concedetemelo, GIALLO….

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