OCCHIO ALLA BIBBIA

…DETTO, FATTO…

Era nell’aria gente era proprio nell’aria. La maledizione dei Gobbi ha colpito ancora. Cazzo hanno fatto un contratto con il fato; hanno stipulato un negozio giuridico col destino; oppure hanno venduto chiappe e quant’altro al demonio. O forse semplicemente hanno assoldato i personaggi (quasi) chiave della Bibbia: no dico stracazzomaledetto, e prima Sau(L), Cagliari; adesso Sansone (Parma), Poi arriva il Palermo..e mi sembra di non trovare, almeno di prima botta, nessun esponente nè del Vecchio, nè del Nuovo Testamento.

Ben ci stà in ogni caso. Pressapochisti, contratti. Senza fluidità. Ce lo meritiamo e alla grande: riuscire nell’impresa di esaltare nomi del tutto sconosciuti è la nostra qualità; anzi rimane una priorità tipically made in Inter. Rendiamo formidabili persone come Sansone, appunto. Esaltiamo le doti nascoste di personaggi come Acquah; ci facciamo irridere e irretire dal primo Biabyani che passa da quelle parti (ingrato). Abbiamo la supponenza inconcludente del forte ; e abbiamo perso per strada l’umiltà e lo spirito di sacrificio; risultati ora talmente evidenti da renderci, agli occhi di tutti, banali e sterili. Milito che pare uscito da un film di Tim Burton, ombra e fantasma allo  stesso tempo; Zanetti e Juan Jesus perennemente in affanno. Alvarez, almeno lui, è stato sui suoi standard abituali, nullo era, nullo è rimasto: dunque trand confermato. Nagatomo sulla sinistra che pensava, forse, alle primarie: cazzo chi voto, Bersani o Renzi. Guarin che ne fa una bella e trenta-quaranta inguardabili. Handanovic con sto cazzo di vizio del rinvio con le mani: diosanto tira sassate degne di Rummenigge. Cambiasso e Palacio che non hanno imbroccato un solo appoggio degno di questo nome. E per finire, Cassano pizzicato con l’occhio tremulo e annoiato, del tipo:”oh avvisatemi se succede qualcosa”

Adesso stop, mi mancano alcuni Versetti dei Salmi e alcuni passi del libro di Giona…

CHIUDO

 

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Nell’immagine il CASTIGA-INTER


COSE CHE SO, FORSE…!

…LO SCUP…?

Io so cose; so cose che non dovrei nè sapere, nè conoscere. Ma le so, cazzo. E allora in questo caso, intendo nel caso di sapere COSE, cosa casso si deve fare…?

Dire, raccontare. Espletare. Per dovere di conoscenza, di cronaca. Ma se poi queste COSE ti si ritorcono contro: allora in quel caso, in quella circostanza, le COSE non erano tanto veritiere. Certe volte, credo sia meglio non sapere….

Domani, a quest’ora…le cose che penso di sapere saranno anche COSE vostre:  ergo, COSE vostre e CAZZI miei…

Domani è il giorno del FIL-ROUGE..

E quì colore calza proprio a pennello, almeno al cinquanta per cento…

 

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COPYRIGHTS

…MODIFICHE…

Siamo elastici, siamo ecclettici. Per noi è poca roba la diatriba sull’inno.

Per cui impavidi abbiamo fatto di necessità virtù:

ecco l’incipit del nuovo inno neroazzurro….

AMALA…PAZZA…..MILAN…AMALA…..


to be continued…

 

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SHEVA, THE INCIDENT…

NOVEMBER, 2009

Faceva freddo quella sera. Faceva un freddo becco a Milano, zona Alcatraz; e lo faceva ancor di più in Ucraina, zona Kiev e limitrofi. Da una parte io in attesa dei Porcupine Tree e del loro concept live album; dall’altra i ragazzi impegnati nelle steppe dell’ex Soviet Union. Totale:  zero tv, zero internet e tanta trepidazione e attesa. Mio informatore un fratello di fede e sangue che dal caldo di casa sua, mi aggiorna, cazzo, unatantum. Arrivano i Porcupine sul palco: scatta il delirio. Partono forte. Come solito. Il light-show è fantasmagorico. Loro sono già a palla; randellano sugli ampli. E noi sotto ce li sorbiamo passivamente. Ne vale  pena e  grana spesa. Loro….

Gli ALTRI, cioè i ragazzi congelati sino alle palle patiscono freddo e gelo: e per non farsi mancare proprio nulla si fanno sventrare dalla pustola SHEVA. Il concerto iniziato da soli 6 minuti subisce questo fulmine, via sms: “sotto di uno la merda rossonera l’ha messa. MUMMIA atrofizzata del cazzo”. Atrofizzata ma non a sufficienza, penso.

Wilson e soci intanto si dipanano in atmosfere degne dei Floyd’s, l’album è piacevole (THE INCIDENT, ecco primo segno del destino, penso, Sheva il solito nostro INCIDENTE DI PERCORSO) e la loro fluidità rende tutto ascoltabile. Certo occhi e orecchie sono lì ben saldi all’Alcatraz; le chiappe e il cuore sono a Kiev. Perdere significa una probabile eliminazione dalla Chmpions.. Cazzo proprio oggi, proprio stasera. Scatto foto, mi avvicino al palco. E ogni sei, sette secondi controllo il display del cell. Niente, assente, Muto. No news, fuckin’ bad news,  Primo tempo esaurito a Kiev. E novità nemmeno con il binocolo. Penso al peggio, ovvio. Loro, i Porcupine,  intanto martellano senza riguardo, Ignari della sofferenza. All’oscuro dei patemi.

21,45

A Kiev si rientra congelati sino alle scapole: quì, a queste latitudini ci si riscalda sempre più. Si entra nel vivo. Ore 22,00 break canonico di quindici minuti; penso a Mou, al Principe. Penso a Lucio a Samuel. Eto’o lo visualizzo a distanza. Contatto il mio socio: zero risposte. Cazzo la vedo dura. Durissima. Nemmeno risponde. Riattaccano i Porcupine e lo fanno con i loro cavalli di battaglia: ci sono 20 anni dietro di lavori e CONCERTI. Ricominciano a picchiare. E’ un ludibrio generale, un’estasi di suoni, visioni, immagini e sensazioni. Ma da Kiev un cazzo ancora. Ora alla mano circa le 22,30. Mi arrendo salgo sulla terrazza posta in fondo alla sala: da li si vede meglio. Si ascolta con più dovizia. Ma quel merda del Nokia è sempre li: più muto di quella zoccola di Portici. Sono in fase di calcolo e di resa: con recupero alle ’35 è chiusa lì. NO NEWS, FUCKIN’ BAD NEWS…

I Porcupine sono su Stars Die, quasi un segno del destino; stelle morenti; penso siamo noi quelle stelle: Vedo già i titoli della Gazza. Penso già alla prossima annata, sperem ancora in Champions. 

Poi qualcosa tra le braghe vibra: no niente alzamenti stravaganti , è lui il socio…Nemmeno affrontassi una mano di ‘Hold em: sfoglio il display stile bradipo e poi…e poi..leggo:
il Principe e Wesley e vaiiiii….

Sento quasi il mio socio urlare di gioia.. Sento la sua felicità.. E non mi rendo nemmeno conto che sono io invece ad urlare; a zompare da una parte all’altra della piccola terrazzina.  E con me gente che, viveva le mie stesse inquietudini; le mie stesse ansie. Ignaro di essere oggetto di tanta attenzione. Tutti che si disinteressano a quel punto di cosa cazzo stiano suonando Wilson e banda d’Affori al seguito. Segue abbraccio collettivo…No rispondo..non so altro…solo che l’abbiamo portata a casa: sotto di una pera e in due minuti due, roba da Inter l’abbiamo rimessa in piedi.

Era il 4 Novembre 2009, quasi Annus Mirabilis.

Oggi a tre anni abbondanti, THE INCIDENT è uscito in tutti i negozi del globo terracqueo nel suo formato LIVE… Purtoppo registrato a Chicago. Purtoppo o per fortuna dei fans e fruitori del gruppo: avessero deciso di tenere la registrazione dell’Alcatraz…Beh…qualche distrubo sonoro appena passate la mezza delle ore 22..ci sarebbe stato……Si sarebbe sentito…

 

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PARALLELISMI PAPALI

…PAPALE, PAPALE…

Coincidenza e destino a volte s’incrociano in maniera subdola e meschina; a volte anche con una punta di ironia. Da domani librerie et edicole saranno inondate da due libri imperdibili. Due esempi di haute-couture che incrociando, appunto, i loro destini andranno a raccontare due storie diametralmente diverse ma di ridondanza mondiale. A Parigi code previste per l’uscita di TOUT SEUL per i tipi di Flammarion da parte di quel genio riconosciuto del calcio, non solo transalpino, che risponde al nome di Domenech. Si cazzo proprio lui, Monsieur Simpathy (for the devil); l’uomo con la più insopportabile faccia di merda della storia calcistica. Roba da Guinness dei Primati, insomma. Al di quà delle Alpi, Vatican site per l’esattezza, ci si appresta ad accogliere nel più solenne dei modi la nuova fatica letteraria di Benedetto ics vu uno, Rizzoli editore per la cronaca. Trattasi di nuova opera che spiega o dovrebbe farlo l’infanzia di Nostro Signore: cioè quel buco oscuro, quella dimenticanza letteraria che va tra i suoi dodici anni sino ai trenta. Per poter adempiere a questo immane sforzo biografico il Pastore Tedesco ha scandagliato in lungo e in largo tutte le Fonti principali. Ha studiato testi in aramaico, copto; greco antico e brianzolo-autoctono. Ha srotolato uno per uno i Manoscritti di Qumran e le barzellete del Bramieri, detto Gino. Ha viaggiato sul Giordano in cerca di tracce del passaggio del suo illustre predecessore. Spingendosi sin nelle più remote tundre e steppe del vimercatese.. Ha intervistato personalmente meretrici, puttane e donne del popolo Profondendosi in ore e giornate interminabili di lunghi colloqui. Affrontando persino le Sirene dell’Olgettina. Mai uomo sino ad ora superò indenne questo varco tenebroso e periglioso. Ha cercato di rintracciare le gerle della famosa moltiplicazione; e le otri delle altrettanto famose Nozze. In ultimo preso dallo sconforto ha intervistato l’unico e riconosciuto EREDE in linea diretta, e per farlo si è spostato, zona Arcore, con attrezzatura all’avanguardia giornalistica da fare invidia persino a Cesara Buonamici. 

Domani, gente, sapremo. Conosceremo LE VERITA’. Finalmente riusciremo, una volta per tutte, a darci pace su questi temibili e oscuri misteri; dalle testate materazziane ai camminamenti su acque limpide e cristalline. Dagli  inspiegabili e intraducibili  mugugnamenti del transalpino; al Mistero delle stigmate sulla fronte del brianzolo…

Domani, domani il mondo saprà…

MORATTU

…SILENZIU STAMPA...

Poche balle gente. Evitiamo di girarci intorno e mettiamo subito le carte sul tavolo: agganciarci ipocritamente ad un evento negativo ci rende del tutto ridicoli. Trattasi di DO UT DES. Tutto quì, molto, molto semplice. Ci viene dato, regalato; ci viene tolto. Catania, Juve, Atalanta o Cagliari sono eventi di parti integranti di una annata. Ogni tanto gira in positivo; altre volte mena storta. Moratti ha perso, ieri pomeriggio, un’occasione per dimostrarsi signore. Per dimostrarsi SUPER-PARTES. Tacendo e non enfatizzando avrebbe dato sintomi di signorilità. Se Milito si sega via le unghie bruciandosi pere alla maniera di Blissett, detto Luther; se per  diversi minuti ci facciamo infinocchiare da isolani bravi, veloci e scaltri; se non riusciamo con nostri meriti ad avere ragione con i ragazzi in vantaggio e non riusciamo (come da copione per le vere, grandi squadre: non scomodo il Barça, guardo al Bayern ad esempio) a portarla in porto..Beh allora ci meritiamo certi arbitri, certi guardialinee. Certi funzionari di linea retro-porta. Ci meritiamo un estremo cagliaritano che fino ad un quarto d’ora prima del match veniva ironizzato e scanzonato come ex-tennista. Salvo poi arrampicarsi per togliere le ragnatele prima che la sventola di Coutinho potesse farla lui. Ci abbiamo messo anche dell’ironia, classica e nostra tutta. Con la paloma entro la rete: un bel piccione nostrano che attendeva le roboanti prestazioni di Milito e C. E’ che ha atteso tanto, troppo, salvo poi rompersi i coglioni e volare via; in  fin dei conti un pallone griffato non si nega a nessuno, volatili meneghini inclusi. E a proposito ecco che veniamo uccellati per la seconda volta da Torino. Parossomi che nella testa ci sia piccola frattura: fatto l’Everest, fatti tutti: COL CAZZO. Cagliari oggi, Atalanta ieri sono lì a dimostrare che la strada è in salita. E lo sarà ancora per un bel tocco. Sugli scudi, a sedercisi ci si riscalda troppo le chiappe. Ci si brucia. E, ovviamente, si vanifica tutto quello che di bene sino ad ora è stato fatto. No gente non è con il silenzio stampa che si ragiona. Non è con finte manfrine alla Mourinho che si attira la benevolenza per le prossime partite. E non è con gli pseudo e ipotetici complotti che si puo’ andare avnti. Se quelli aldilà del Po la vogliono ragionare in questi termini, bene, lo facciano. Noi che siamo da questa parte della Pianura Padana ce la dobbiamo sudare, come sempre, sino all’ultimo. Ma giocando. E non facendoci deridere e soggiogare dal primo Sau ( non ancora Re) che arriva a queste latitudini. E adesso una delle nostre bestie più nere:

PARMA

 

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OPEN

...ANDRE IL PERSIANO…

Capita raramente, quantomeno al sottoscritto, d’imbattersi in libri che trattando di sport regalano, quasi inaspettatamente, perle di saggezza, di vita, di autostima e di coraggio. Tutto questo bendidio in un volume edito Einaudi: OPEN. Una biografia ragionata passo-passo di Andre Kirk Agassi.

Badate più di un mero libro che enuncia dati, snocciola statistiche. Elenca trionfi e sonore sconfitte. OPEN è più di tutto questo.OPEN è un autentico coming-out, una “denuncia” forte e ragionata di un campione straordianriamente forte nel suo campo, ma che ha sempre detestato lo sport che praticava. Odiato per certi aspetti. Obbligato da un padre-padrone di origini persiane ha dedicarsi anima e corpo per interminabili giorni e sin dalla più tenera età a colpire una pallina. Un’ossessione che presto impone ad Andre, suo malgrado, di convivere e accettare. Nasce con questa idiosincrasia fortissima la “leggenda” Agassi. Forte e debole al contempo. Immaturo e per convesso troppo esperto già adolescente. Depresso sino ad usare metanfetamina e straordinariamente vincente anche sul finire della sua carriera. In mezzo la vita, la sua, i sentimenti (Wendy, Brooke, e Stefanie). Le sconfitte frustranti con Sampras. I suoi Slams. Leggete questo libro. Trovatevi la forza preponderante e il senso di positività che ne scaturisce. Ammirate l’evoluzione sportiva, umana di un campione, nella vita e nel Tennis. Leggetelo, fatevi del bene…

 

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SILVESTRE, DETTO PINO…

…UN UOMO COI SUOI PERCHE’…

Ho visto alberi, abeti, faggi e Pini Sivestri più agili; più fluidificanti. Più rapidi e concreti di questo energumeno. Di questo soggetto. Danno e beffa. Eh si perchè Pulvirenti mica è coglione. E’ uomo d’affari, scaltro, astuto e furbo. E così dopo le tre pere bergamasche, e visto l’exploit del suo ex defensive back,  ha sfinterato, e per bene, le chiappe di Branca e soci: totale..Silvestre è vostro BISINESS da adesso in poi. Tradotto: cazzi vobis, in questo precipuo caso, NOSTRI…..

CHIUDO

 

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