IL PARADOSSO

…THE BIG ONE…

Per certi versi oggi in occasione della sfida con il Cesena potremmo assistere ad uno dei più incredibili paradossi del calcio: l’Inter in Champions, o giù di lì. Basterebbe infatti una peretta ai romagnoli cercando, almeno per una volta, di non patire il patibile. Basterebbe solo questo. Poi tutto può divenire possibile. Trattiamo di Inter, per cui concetto legittimo. Da Benitez in poi ne abbiamo viste di cotte e crude, ensemble: dal funambolico 3-4-3 di Gasperini; al temerario 6-3-1 di Raniero Ranieri. Sino ad arrivare a Stramaccions: aria nuova, nuovo spirito e voglia ritrovata. Oh niente di eccelso o straordinario. Solo normalità evidente applicata al difficile terorema calcio. Palla bassa, fascie e qualche invenzione, anche sulle punizioni o angoli vari. Adesso il bello: tre punti oggi e tutto si riaprirebbe. Certo bisogna contare  gli sconrti diretti, e quì un pelo falliamo. Certo Derby e Lazio non favoriscono nel nostro calendario. Ma, a ben guardare anche nel loro. Alla fine è il Milan, soprattutto, a perderci. Noi, vista la stagione, come dire, di merda se dovessimo strappare questo famigerato terzo posto avremmo vinto la nostra piccola champions nostrana. Sapendo, immaginando e. perchè no, auspicando poi il potenziale loro ZERO TITULI, la libido aumenterebbe esponenzialmente…

Attendiamo..ore 15,00

 

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UDINE

…SI VINCE, SI SPERA…

Bisogna pur ammettere che Stramaccions nel suo piccolo qualcosina si è inventato per rigenerare la BANDA. Una boccata d’ossigeno insperata da quando è arrivato a guidare la prima squadra. Anche a Udine, storicamente campo ostico, il 4-3-2-1 sembra aver funzionato. Terrore, rinascita. Ansia e vittoria. Tutto in soli novanta e spicci minuti. Un ennesimo regalo fattoci per non farci mancare proprio nulla quest’anno. A volte mi chiedo che cosa siamo. Mi spiego meglio: sembriamo una squadra solo quando la canna del gas è molto vicina. Quando siamo in acque alte e torbide, e muoversi sarebbe dannoso se non letale. Una squadra UNATANTUM. Come l’equocanone degli anni ’70. Il più delle volte però sfioriamo il MISTERO. Siamo difficili da capire. A partire da noi stessi. Riusciamo in cagate da mondovisione; e nella stessa partita sappiamo trovare il bandolo della matassa e portarla a casa. Non è il caso di Udine, s’intenda: da molli ed evanescenti, ci siamo trasformati in meno di 30′ in una armata devastante (forse esagero un pelino). Certo Samir Handanovic ce ne ha messo del suo. Se qualcuno si aspetta il suo arrivo ad Appiano (next season) la troiata commessa sulla pera di Wes (a proposito, welcome back) è o dovrebbe essere, un buon viatico. Contatti e contratti sono in progress già da tempo: nel caso di Handanovic però la postilla da considerare riguarda la zolla vigliacca. Anche lei in caso di passaggio in neroazzurro dovrà essere affiliata alla società di Corso Vittorio Emanuele. Finale di Campionato con il brivido, dunque. Ci sarebbero margini in cui sperare per quel terzo, ambitissimo posto. Non so, sincero, quanto meritato sarebbe dopo tanto “orrore”. Ma va da se che un minimo di reattività appare magicamente. Miracolosamente. E visto che di mistero calcistico parliamo (trattandosi di Inter e’ quasi consequenziale) perchè non credere in questo fato, che appena appena sembra non volerci girare, in questo finale, le spalle. 

 

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MOMENTO VIOLA

…POCA ROBA…

Fine primo tempo. Mi verrebbe da dire, spettacolo al Cibali. Ma punto uno di spettacolo nemmeno l’ombra. Punto due, non siamo a Catania. Fin quì ci siamo. Resta l’anonimato come denominatore comune. Fil rouge di questo anno. Senza midollo. Spina dorsale dimenticata in qualche anfratto di Appiano. Da almeno un annetto o giù di li. Sterilità davanti, le belle statuine in mezzo. Solite disattenzioni da contratto in difesa. Ne mancano ancora 45′. Ma con negli occhi lo spettacolo della Catalunya ci sono poche prospettive per il secondo tempo.Una cosa di buono però c’è: giocando così MALE, obblighiamo, volente o nolente, l’avversario ad adattarsi di conseguenza. Risultato partita ad alto contenuto merdifero. Con questo atteggiamento, quasi remissivo, se arriviamo alla UEFA è da considerarsi miracoloso. Poi il pallone, che rotondo è, riserva sempre sorprese (speriamo gradite), ma dubbi permangono. Anche Stramaccions non può ergersi a salvatore di patria e cavoli. Il pacchetto di logori a sua disposizione questo offre. Nulla più.

A più tardi. Sempre che preservi la tastiera, il mouse, lo schermo e l’alimentatore…

 

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Me and Luke

…LINEA ROSSA, MM1…

Stamattina. Presto. Come solito. MM1. La metro arriva. Sfiga nera, anzi rossonera: addobbata con colori e commercials delle merde. Non comincia bene, insomma. Si entra. Solito casino, soliti ritardi. Si è avvezzi. Routine quotidiane. Controllatina gnocca inside: poca roba. 

Io- Ti vedo pensieroso…cazzi a go-go…?

Lui- No…qualche dubbio

Io- Tranquillo..Josè passa. Soffrendo ma la sfanga.

Lui- Poco ma certo..no ho una cosa nella testa..si insomma non ricordo il nome di una città..

Io- Di qua’ o di là dal Po

Lui- Finlandia…cazzo Suomi

Io- Lamadonna…sei preoccupato per Firenze se ti alzi con certi dubbi..Vediamo…Semplice...ROVANIEMI...Taaaaaaaac..colpito e affondato

Lui- Seee la fai facile…Ti risparmio Helsijnki…Hakkinen e Raikkonen…

Io- Cazzo io mi fermo già quì, mi hai anticipato tipo Nesta con Messi…

Lui- Penso al programma vacanze…estivo, intendo. E la miseria c’è questa cazzo di città…Oh non mi entra nel chip-memoria..

Io- Finlandia alta o bassa?

Lui- Cazzo c’entra, mica è Bergamo

Io- No..così..per dire..si sa mai…Per darti stimoli …

Lui- Non lo so, non ricordo, in ogni caso penso sia anche bello cambiare destinazione ogni tanto. Gente nuova (IO : Sta pensando alla GNOCCA FINNICA quando cita la “gente nuova”), nuove prospettive. Luoghi sconosciuti. si insomma REALTA’ DIVERSE..

Io- Cazzo per le realtà diverse c’è sempre Baggio o QT8..Risparmi….tempo e grana…

Lui- Cazzo..cazzo…

Io- Troia, l’infarto…tiro il freno?..

Lui- Nooooo e’ TAMPERE…la città…

Io- Tampere??..C’abbiamo giocato mai con sto Tampere…

Lui- No, credo.

Io- Mmmh ecco perchè non mi dice nulla…Tampere United…?

Lui- Cosa?

Io- La squadra…dico la squadra di Tampere…

Lui- Cazzo ne so..

La metro annuncia la fermata di QT8

Io- Visto saresti già arrivato: tre minuti tre di travaglio. Un euro e 50 di viaggio. Più l’eventuale ritorno: totale TRE.

Le porte si chiudono..

Prossimo stop LOTTO, quasi casa nostra visto la zona e un certo stadiettino…

IO- Tampere eh…Ma una domanda: almeno la UPIM c’è a Tampere..?

Lui- Si..forse…non saprei..Credo di si…comunque..

Io- Per me è ok allora. Una certezza nella vita l’abbiamo: destinazione TAMPERE (united)

 

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Nella panoramica, Tampere vista dalla Madonnina


TURN ‘A SETTEMBRE

…CHESTA CASA SPETTA A TE…

Bene, bene. Non so voi ma io mica ci credo a questa manfrina del ritorno di Samuele Eto’o. Finchè non vedo e non tocco con mano restera’, nè più, nè meno, una specie di artefatto appositamente costruito da certa stampa. Per fare danè, volgarmente detto; per tirare più numero di copie possibile. Quasi una bufala. E toglierei il QUASI. Certo sognare nulla costa. Un nuovo figliol prodigo. A casa madre. La sua, la nostra casa. E’che non vedo lungimiranza in tal senso. Guardo la notizia con la dovuta cautela: in fin dei conti con un PIRLA  ( oh Formigoni ha detto che si può usare tale eufemismo, LIBERAMENTE) come Branca ( e teorie filosofico-manageriali affine) c’è poco di cui sperare. Ricostruire un attacco senza mezzi termini, STELLARE, con Milito, sarebbe da sogno. Ma tant’è. All’atto pratico le novità lette oggi paiono vaneggiamenti mirati a smuovere, più che il calcio mercato, le tirature dei quotidiani. Non vedo lungimiranza, dicevo. Non la vedo nella dirigenza, figurarsi nel suo datore-maximum. Moratti certe cose, certi affari non li fiuterebbe nemmeno gli andasse a sbattere contro; poi, con lo “STAFF DI PRIMORDINE” che si ritrova…Vabbè traete da voi le conseguenze. E poi, NON vorrai mica a ritornare a vincere. Da subito. Così presto… Figurarsi. Meglio aspettare. Tergiversare. Farsi prendere per il culo ancora per qualche stagione. Spendere per scarponi e vendere campioni. In fondo bisogna dare priorità assoluta alla teoria del cazzo del FAIR-PLAY finanziaro. Che ha pagato. Cazzo se ha pagato. E’ sotto gli occhi di tutti, come ha pagato. E allora caro Samuele credo resterai solo un meraviglioso e auspicato sogno. Il lasso di un istante. Noi beoni e ingenui che siamo ci crediamo, prima, ci speriamo poi. E infine accettiamo, come sempre, l’esito. Ahimè spesso diametralmente opposto alle nostre aspettative.

Vi dirò che in ogni caso mi va bene così. E comunque…

Io PREFERISCO…

FORLAN…

(evitate di raccontarlo in giro, però)

 

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LA SCELTA

…MERDE O GOBBI…

Capisco che la scelta oltreche ardua si presenta difficile e complessa. Da interista mi sento equamente diviso: da un lato penso al vilipendio e alle offese reiterate dei savoiardi nei nostri confronti. Hanno tirato in ballo senza minimamente vergognarsi anche BANDIERE di nobiltà e stile come il CIPE. Hanno calcato la mano in tutti questi anni per due scudetti, a loro giudizio (ovvio INSINDACABILE) defraudati. Come se la colpa di tutto questo inimmaginabile troiaio fosse da imputarsi a noi. Loro lindi e puri; casti e vergini si trovano ad essere parte lesa. Da che pulpito. Penso a tutto questo e di rimbalzo mi trovo a sostenere cause che mai prima d’ora avrei nemmeno lontanamente sostenuto. MAI. Certo accettare il 19° scudetto dei cuginastri, con tutte le ovvie conseguenze, mi risulterebbe, quantomeno, indigesto. Allo stesso tempo uno scudetto in direzione TORINO potrebbe scemare tutte le loro  inaudite e paradossali avance. POTREBBE. D’altro canto la sciagura mondiale di una doppietta rossonera in fatto di titoli italiani mi roderebbe tanto, se non più, della vittoria dei gianduiotti. Loro che un mese fa sbofonchiavano nemmeno tanto velatamente della possibilità di emulare il NOSTRO 2010. Coppa, Campionato, Champions. Tutto in una botta. E palla al centro. Ipocriti. E teneri al medesimo contempo. Ci vuole altro. Ci vuole di più. Certi scogli; certe asperità (leggasi Camp Nou ad esempio)non si affrontano con la SUPERBIA e la SICUMERA che avete  manifestato prima del Barca. Evidenza di un rincoglionimento che parte dai Vostri illustri vertici; e scende su di voi a cascata. Seppellendovi. Miseramente. Di fronte a tanta supponenza (Allegri: “Vi spiego come si batte il Barcelona”. Ecco bravo CONTADINO spiegacelo ancora per un pò!!!)si rischiano due cose: cadute di stile e di gioco. Cadute rovinose che lasciano il segno. E infatti non avete saputo tenere il passo, risultato: superati dai GOBBI. Difficile scegliere. Tremendamente complesso. Io però la mia di scelta l’ho fatta: al netto di profitti e perdite; al netto di tutti questi anni di CORROSIONE mediatica e di violenza linguistica opto per i GOBBI. Tuttosommato credo che se lo stiano meritando. Muntari e Buffon permettendo. Goal, non goal incriminato. Ma giusto così…

 

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PER OGGI SCELGO LORO. MA NON DIMENTICO!!!!



NELL’IMMENSITA’

 

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…ARGENTINA’S RULES…

E sono nove..si nove pere argentine. Sembra che non se ne possa fare a meno. Stramaccions poco alla volta sta facendo quadrare un cerchio che, onestamente, pareva impossibile da registrare. Con il Siena solita fatica: loro che tirano al bersaglio contro Julione, e al terzo tentativo la mettono; noi che dopo affanni apparenti cominciamo a macinare gioco, e incredibile sfruttiamo come mai visto negli ultimi periodi le fasce. E bene, anche. Zarate rinvigorito, pur con qualche errore di troppo, dispensa palloni invitanti. Molto di Stramaccions in mezzo al campo: anche possesso e first intention ball, come dicono i puristi di Albione. L’unico a stentare sembra Alvarez, nel suo anonimato da AC/DC comunque più vivo e reattivo di Forlan. Giusto provare questo modulo, spregiudicato e senza dubbio votato all’offensiva. Si paga dazio nelle retrovie. E’ un anno che facciamo letteralmente cacare: che sia Siena, Atalanta, Bologna o Barcelona, la dietro stentiamo. Si va in palla in pochi istanti; alla prima pressione si cincischia,e inevitabile o quasi, la pera la concediamo con continuità. A confermare questa nefasta tradizione annuale ci si è messo anche il MURO. Regali di Natale anticipati. Con una normale (normale per i ragazzi) attenzione si poteva avere qualche punticino in più. “Ma” e “se”, in ogni caso devono essere presto accantonati: l’annata è partita male sin da subito, ragione per cui occorre solo guardare avanti. Alle prossime sei. Nulla più. Rimane uno strepitoso ragazzino di quasi quarant’anni: trascinatore indomito. Fenomeno della natura. Indefesso professionista. Carattere e cuore. Esempio illuminante e illuminato per tutti. Il Capitano non smette mai di stupire. Corre, devasta la fascia di pertinenza. Farebbe, se potesse, più dei 105 metri del Meazza. Potendolo fare, sono certo, non si tirerebbe indietro: al 45′ del primo tempo, palla ben salda sul destro, pronto a divorarsi e tritare avversari e terreno viene fermato dal fischio di Romeo. Tutti negli spogliatoi, ma lui, quasi infastidito da questo oltraggio a lesa maestà prosegue ancora per qualche metro, forse cinque, dieci. Poi malgrado lui, malgrado i suoi quadricipiti, malgrado la sua inenarrabile forza, si allontana dal pallone. E’ l’ora del tè…Un quarto d’ora dopo è il primo a rientrare. Il primo a dare l’esempio. Il primo a ricominciare da dove aveva lasciato..

Intramontabile ed eterno. 

La copertina del post va però al Principe: capace di divorarsi una rete richiamandomi alla memoria il grande Spillo, ma freddo e lucido nel realizzare il penalty conquistato da Nagatomo (forse gradito omaggio di Romeo, forse). In ogni caso Stramaccions ci ha messo del suo e si vede: carattere da vendere. Qualche idea nuova, anche sui calci piazzati. Un gioco di fascia con due ali mobili ( vabbe’ dai una e mezzo) e propositive ; e un tentativo serio e concreto di giocarla di prima. Nonostante questa parvenza di innovazioni e nuovi stimoli, Stramaccions verrà rimosso: Giugno, Luglio, poco cambia. Ma so con certezza che difficilmente verrà dimenticato, anzi. Le ossa ( e trattandosi di BeNeAmAtA: ((mezzo maiuscolo con buoni propositi per l’immediato futuro, l’altra metà ancora in rigoroso minuscolo)) le ossa hanno doppio se non triplo valore) e l’esperienza che avrà acquisito serviranno sul lungo termine. Moratti oltre che sembrare scemo è anche uno che in teoria sa giudicare la qualità. E in Stramaccions almeno al momento mi sembra che sia evidente. 

Nel frattempo lassù nelle alte sfere sembra di essere al GP di Monaco: sorpasso e controsorpasso. Al missile di Muntari (el segna semper lù); risponde il nonno – ornitologo più famoso del pianeta.  Sarà così sino alla fine. E probably a decidere le 34 giornate potrebbe risultare il GOAL-NON GOAL di Sulley, forse.  Del resto a ben guardare con il Siena è sempre stata, come dire, sfida scudetto. Ma si era all’ultima, massimo penultima di campionato. Oggi a darsele di santa ragione ci pensano quelle due li. Noi ci si trova relegati in acque torbide. Per nulla lucenti. E tanta e’ la fatica per venirne fuori. Chissà nella prossima stagione, prima ancora di vedere Derby e sfida coi GOBBI sarebbe più opportuno controllare se con i senesi si gioca in fondo al calendario: potrebbe, POTREBBE, essere di buon auspicio. Ma queste sono solo mere e inutili farneticazioni di un povero interista perplesso, forse deluso, ma con lo sguardo ben dritto al futuro. Come d’abitudine per gente come NOI….


TO BE MAURI OR TO BE AMAURI

…RISORTI…

Ci sarebbero alcune considerazioni da fare riguardo alla giornata di campionato appena trascorsa: la prima, evidente, i GOBBI sono RISORTI (non poteva essere altrimenti visto il periodo). Risorti aggiungo meritatamente. La davanti e con il senno di aver fatto quadrare il cerchio. Percentuali molto forti, e qualità (spiace dirlo) di gioco. Ancora immuni dall’essere sverginati a dovere, ragion per cui, il primo posto mi sembra ragionevole e anche..merit..( insomma avrete intuito). Hanno pure culo: nella giornata (secondo me DECISIVA) del sorpasso un contributo determinante arriva dal nosocomio di San Siro: un redivivo e miracolato Amauri fornisce l’assist  ai gobbi. Stronca le MERDE all’89simo, e apre la strada al probabile tricolore, direzione Torino. Le MERDE dal loro canto ce l’hanno messa tutta: rigorino d’ordinanza, qualche occasione nel cesso iettata, e poi svarioni difensivi, stile Lucio-Nagatomo-Ranocchia che non hanno lasciato scampo. Stanchi e lessi paiono. Sembrano arrivati con il fiatone. Dal possibile (RITENTATE SARETE PIU’ FORTUNATI) Triplete, al baratro dello ZERO TITULI. Sono ad un passo dal non vincere un CASSO. Allegri, ma fino ad un certo punto. Nulla sembra in ogni caso compromesso per gli odiati. Certo è che alla penultima ci sarà il DERBY. E quì entriamo in gioco noi. Forse GIOCO è parola fin troppo grossa. Stramaccions non può, e non deve fare miracoli. Nessuno glieli sta chiedendo. Può però dare un senso più logico, strutturale, dinamico e motivazionale a questa banda di derelitti: meno del solito viste le due ultime giornate. Ma con amnesie difensive degne del Pescara di Zeman (comunque rispettabile uomo-dio del calcio). A Trieste (stranamente senza bora) siamo incappati nell’ennesima situazione-paradosso di questa annata: poche idee, gioco poco sfavillante e, classico regalo iniziale dell’uomo in più a favore dell’avversario: FORLAN. Assente,evanescente, indisponente. Ma, in ogni caso,  grande prova di reazione. Grinta a corrente alternata e poco coraggio di chiuderla, come sarebbe stato logico. Serve ancora tempo. Serve ancora amalgama. Due partite non possono dare certamente un quadro chiaro. Va da sè che Stramaccions ha portato un pelino d’aria pulita. La speranza è che gli si possa concedere più tempo del dovuto, tradotto: conferma anche dopo Giugno. Su tutti però la perla di Mauri. Grande realizzazione, grande coraggio in ricordo forse di Long John….

 

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DE CEMPIONS

….RITENTA, SARAI PIU’ FORTUNATO….

AGOGNATA…

 

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SPERATA….

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SUDATA…

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E, infine,

VINTA…..

IBRA ECCO LA TUA CEMPIONS LIG….

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Nelle due foto :” NATURA MORTA CON COPPA”

Copiate, incollate e diffondete liberamente.

E se potete citate il BLOG..GRAZIE di quorum

 

NATALE IN CASA MASIELLO

…DURANTE EL PARTIDO…

Potrei essere così maligno nel tediarvi con partite che non ci riguardano se non per l’unico risultato che si possa auspicare…? No tergiverso e bypasso. Ai posteri (cioè Ibra vs Messi) l’ardua sentenza. Cose futili. Allora proverò a trovare una via d’uscita con la cessazione del contratto d’affitto di Maicon. Carta canta, dunque. Anche il colosso piglierà il largo. Forse bene così…Ma sono altre le tematiche che mi interessano: una su tutte quel MERDA di Masiello. Errare humano est, of course. Ma cazzo almeno avvisa. Cioè ora a distanza capisco. Passo indietro…. Mi fidavo del Masiello. Come giocatore. Tanto che lo avevo assurto a difensore INDISPENSABILE nella mia formatia di fanta calcio on line. Più lui faceva di tutto per mettermela nel sedere in maniera perfida e subdola; più io come un ciula lo inserivo in squadra. TITOLARE fisso. Ovvio che i risultati non arrivavano. Ma io no, testardo; cazzo prima o poi esplode….E infatti di sfuggita imbrocco sui display del TI-VI che la pera l’ha, finalmente, messa. Esulto. Auto incoraggiandomi. Cazzo infondo ero al secondo posto in classifica. Meno uno dalla capolista. Mi segnano tutti gli uomini in quella giornata, compreso il MERDA…Rapidi conti. Probabili voti (alti) e supero – secondo le mie piu’ rosee aspettative – la prima.. Poi guardo con più attenzione. IL MERDA l’ha messa nella porta sbagliata. Cioè la sua. Alzo bandiera bianca. E a fine giornata mi hanno superato in due. Totale quarto posto. Un fanculo (anticipatorio sui tempi) al Masiello e campionato andato a troie..Morale..Boh..era giusto per raccontare. Per sfogo e per incazzatura. Con un occhio al post, e l’altro al Camp….

 

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