FUTURO PROSSIMO

DEDICATO A ENRICA E ALLA SUA “PELLE D’OCA”.

LEI SA….

Quei dieci minuti che sconvolsero Milano

“E poi ho visto queste cose….

Ho visto una squadra di Rosso vestita avanzare. Tenace. Senza timore. Una legione teutonica nei pressi di un rettangolo. Un manipolo d’uomini che scientemente accerchiavano uomini di neroblu vestiti.

E ho visto questi uomini accasciarsi. Disperati, gli occhi loro inumiditi, dalla rabbia, dal pianto; mentre il tempo, inesorabile, scandiva secondi senza mai rallentare…

E ho visto l’oblio nei loro occhi. La desolazione nelle loro gambe. La sconfitta nei loro cuori.

E poi, poi, un uomo che della Terra del Fuoco ha l’origine guardarli dritti negli occhi. Distogliersi da dosso la polvere della battaglia e velocemente acciuffare quella sfera. E correva, correva verso la metà del campo. Verso la metà del cielo.

E sempre quell’uomo di neroblu vestito guardare la sua compagnia e incitarli, e rinvigorirli.

Posizionava, quell’uomo, il cerchio rotolante nel cuore del rettangolo. E guardava, inorgoglito i suoi uomini.

Il numero che ricopriva con ardore le sue possenti spalle era il 4.

E poi ho visto, istanti interminabili dopo, quella stessa sfera che finiva lentamente la sua corsa entro tre pali a difesa di una rete color Rosso porpora.

E un uomo con il Tango nel cuore raccogliere lesto la medesima. Baciandola le sussurrava parole dolci e amorevoli.

Quell’uomo che dai confini del mondo arrivava guardò ad uno ad uno i suoi “soldati” negli occhi; diede loro il conforto e il coraggio, poi, depositò la sfera nel cuore del campo…e sognò….

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YESTERDAY…

1967, 1972, 2010….

Al mondo da poco più che 50 giorni. Era il 25 Maggio del 1967.

E l’intera corsia della clinica Bassini che ti prende per il culo. Un coro greco. Una vera e propria cricca organizzata. Infermiere di turno, KAPO’ reparto, ostetriche e luminari all’unisono. E non è finita: piccoli mocciosi in fasce che urlano e cantano antesignanamente: NON VINCETE MAI…NON VINCETE MAI…

Primo rospo (a fatica) inghiottito.

Cinque anni dopo. Stessa manfrina. Posso gia’ considerarmi quasi un adulto-vaccinato. Ho gia’ quella discreta esperienza di INTER da poter dire: ECCHECCAZZO…

L’Amsterdam Arena è ancora ben lungi da venire. Le immagini sono quelle che sono: un disgustoso BIANCONERO (ci si deve abituare sin da piccoli a questo mediocre abbinamento). Ma il risultato, beh, è il medesimo: 2 pere a minga e a casa. Ci pensa Giovannino Crujiff a farci intendere che di H2O sotto i ponti del Lambro ne deve ancora passare.

E poi, ancora quel lugubre ritornello, fastidioso, irritante: ARINONVINCETEMAI….

Poi gli anni passano. Le stagioni e le primavere si sommano. Il profitti e perdite piange amaramente a favore delle PERDITE, ovviamente.

Qualcosa in cascina arriva. Briciole le definiscono gli ovvi detrattori, abituati come sono a Coppe con Orecchie (non da mercanti) ben più importanti.

Ma noi li siamo. Cazzarola arriverà un’altra chance. E infatti il PENULTIMO treno per Yuma arriva. Ci pensa però un pelo di coscia del cazzo di un mezzo fascistoide a toglierci l’illusione. Le cose vanno cosi: Kallon ciabatta e Abbiati con l’ultimo pelo isolato rimastogli sulla coscia destra (LA DESTRA….per forza nuova) manda fuori di un niente…E ciao Manchester…

Ancora qualche anno…

Altra acqua sotto il Lambro..

Valladolid, Valencia, Liverpool e ariManchester….E poi…

E poi Chelsea. Ma prima Kiev, la notte determinante di KIEV. E infine  Barcelona..

E infine quel treno che tante, troppe volte abbiamo perso; quel treno che per nostri ritardi e inconvenienti ci ha sempre tradito; beh quel cazzo di treno è giunto al suo luogo di destinazione….

Madrid…

Con loro abbiamo dato inizio ad una LEGGENDA…

Con loro e in quella città abbiamo l’obbligo morale, etico e sportivo di riprovarci…

Per non sentirci dire ora e innanzi…NON VINCETE MAI….

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SETTIMANA (quasi) VEGANA

STECCHETTO…contollato

Pseudo dieta. Tutto o quasi a base vegetale. Carboidrati, quello si. Privarsi proprio di tutto va minga ben!!!.

E’ una scelta, quasi forzata, nella Santissima Settimana che ci spetta.

CARNE, NO GRAZIE dunque.

Per cui con sommo disappunto annegeherò le mie “frustrazioni” culinarie in abbondanti piatti d’insalata, riccamente guarnita di altri gustosi vegetables..

Dimenticherò braciole, mega-costate e hamburgher vari.

Rimuoverò forzatamente e soprattutto con decisione, con forza e seccamente (minchia sembro Bersani davanti al Congresso PD, cioè davanti a tre persone più l’usciere della Bolognina)  il WURSTEL di provenienza BAVARESE dalla mia tavola. E’ un atto dovuto. Democratico. Politically correct. Solo per pochi, brevissimi giorni.

Alla stessa stregua diro’ fermamente NO a tutta la produzione alcolica proveniente da quelle parti.

Birra bavarese, no, non ora. Ed anche se bavarese non è, il mio embargo privato ricadrà anche sulla BAVARIA (intesa come birra). Che di quelle zone porta solo il nome. L’origine neederlandese in ogni caso può richiamare preoccupantemente certuni allenatori che di quì a pochi giorni avremo la fortuna e l’onore di incontrare.

Per cui: FANCULO anche la BAVARIA.

Vabbè, adesso vado ad annegare il mio cagotto in ascesa esponenziale con una bella, sana e ricostituente pinta di SANGEMINI….

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(Ecco una spia bavarese che con abili sotterfugi tenta di corrompermi. Io sono quello che si è appena recato in bagno per non cadere in tentazione. Nei pressi dell’orinatoio avrò il culo d’incontrare uno strano tizio che si spaccia per PASTORE TEDESCO)
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The Magic Bus

THE MAGICALLY MISTERY TOUR

Allora due cosucce due le abbiamo intuite. Di più, percepite. Anzi dolorosamente assimilate, almeno la prima delle due.

Nel roboante “last night magic bus tour” (roba da U2!!!) abbiamo notato tutti due assenze determinanti : la prima era che il BUS mancava del suo NAVIGATORE GPRS portoghese. Roba di prima, mica paglia. Un vuoto allarmante. Tanto che il mezzo ha faticato non poco per districarsi tra la fiumana di fratelli presenti ieri notte in piazza Duomo. E credo proprio che dovremo farcene una ragione di cotanto d’assenza.

Si tornerà (speriamo di no, ovviamente) a chiedere “per dove dobbiamo andare, da che parte dobbiamo andare..!!! (cit.).

La seconda: meno preoccupante. Quasi al limite dell’ovvio, dell’aspettato. Sul Magic Bus mancava l’obliteratrice. A bordo solo “portoghesi”. Per la di lui assenza, STRAORDIMARIA assenza, nessuno s’è stracciato le vesti.

Ogni tanto un giro a sbaffo può far piacere a tutti. Senza timbrare, senza il rischio di fare “brutti” incontri e rischiare di acchiapparsi un bel 35,00 di cadeaux. No, la “sua” assenza non ci ha scalfito. Non l’abbiamo percepita, perchè non più NOSTRA.

Non ci sei mancato.

 Per niente…..

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